Open Source

Ho capito l’open source

Pubblicatodi il Mag 28, 2018 in Informatica, Open Source, Riflessioni
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Il mio primo approccio con il mondo dell’open source risale al 2008 quando per la prima volta ho installato una distribuzione Linux. Ubuntu 8.04 per la precisione.

Ho cominciato a documentarmi per cercare di capire cosa fosse l’open source e il free software.

Ho letto mille volte la definizione, mi sono guardato decine e decine di video che parlavano dell’argomento e seguito tutti i blog del settore.

Oggi però mi rendo conto che non avevo veramente capito cosa significasse.

Open source era ormai per me sinonimo di sistemi operativi gratis e software gratis di cui era disponibile il codice sorgente.

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C’è molto più di così

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Quando ho cominciato ad accorgermene? Con il lavoro.

Ho avuto la fortuna prima di lavorare in un’azienda in cui potevo scegliere io quali strumenti usare, poi in una in cui gli strumenti erano già stati scelti e (per fortuna) erano open source e infine sono ritornato in un’azienda in cui posso di nuovo scegliere io quali tecnologie utilizzare.

Gestisco tutta l’infrastruttura dai computer presenti in sede, ai server (con annesse configurazioni), allo sviluppo di software specifico e in tutti i casi (quando possibile) privilegio l’open source.

I server? Rigorosamente Linux.

Linguaggi di programmazione? Rigorosamente open source.

Database? Rigorosamente open source.

Software da utilizzare in sede? Ancora una volta (quando possibile), rigorosamente open source.

Sono un estremista del software libero? No.

Innanzitutto c’è una distinzione tra software libero e open source. In questo post non mi soffermerò nel delinerare le varie differenze tra i due modelli ma mi limiterò a dirti che io propendo più per l’open source.

Ma quindi, in tutto questo, cos’ho capito?

Dopo aver creato un’infrastruttura che permette di far andare il lavoro di un’azienda intera, di semplificare il lavoro e renderlo più preciso mi sono soffermato a pensare che tutto quello che ho fatto è stato possibile grazie all’aiuto dell’open source.

Tutto il software che ho utilizzato è stato scritto da persone che hanno deciso di rendere disponibile a tutto il mondo il proprio lavoro, senza eccessivi vincoli sull’utilizzo che se ne deve fare e questo mi ha permesso di creare qualcosa senza dover per forza sborsare soldi per poterci riuscire.

Ho quindi a mia completa disposizione gli stessi strumenti che hanno disposizione giganti dell’informatica come Google, Facebook, Apple, Microsoft, Amazon ecc ecc.

Ma c’è di più.

Risorsa fondamentale in tutto questo sono i forum, i blog e la documentazione, anch’essi disponibili a tutto il mondo.

Grazie a questi può capire come funziona quello stai usando e puoi trovare supporto.

Non ho mai avuto bisogno di comprare manuali perché tutto è a disposizione di tutti.

Quando ho usato software open source e qualcosa non ha funzionato mi è bastato andare sulla relativa pagina di github per segnalare la cosa. E qui mi sono capitate altre cose interessanti.

A volte mi è capitato di rendermi conto che ero io che stavo sbagliando e qualcuno è stato pronto a farmelo notare.

A volte mi sono reso conto di aver trovato un problema e dopo averlo segnalato questo è stato corretto. Il beneficio non è stato solo mio. In diversi hanno replicato al mio post segnalando il medesimo problema. Una volta risolto tutti ne hanno beneficiato.

Un’altra volta invece mi è capitato di scoprire che il software che stavo usando non andava semplicemente d’accordo con un altro (anch’esso open source). Io e lo sviluppatore abbiamo trovato il modo di farli andare d’accordo e ho quindi contribuito a scrivere qualche riga di documentazione del progetto per far sì che altri nella mia situazione potessero risolvere il problema.

Ho quindi capito che open source significa avere a disposizione gli stessi strumenti che hanno tutti. Dall’azienda multi nazionale al singolo sviluppatore che decide di dare vita alla sua idea chiuso nella sua stanza.

Basta avere un computer, una connessione a internet, voglia di imparare e sei pronto competere con tutto il mondo.

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